Uno dei timori più comuni riguardo l’uso di protezioni solari riguarda la sintesi di vitamina D. Sui social si incontrano facilmente consigli di sedicenti “esperti” che raccomandano di esporsi al sole e non usare protezioni perché altrimenti si rischiano carenze di questa vitamina. Ma è vero? Proviamo a capire meglio la situazione.
La vitamina D svolge un ruolo essenziale per la salute delle ossa, il sistema immunitario e molte altre funzioni dell’organismo. La vitamina D aiuta ad assorbire il calcio, prevenendo osteoporosi e altre problematiche ossee. Il nostro corpo sintetizza la sintetizza quando la pelle è esposta ai raggi UV. Quanta esposizione al sole è necessaria? Non è necessario esporsi per ore al sole per ottenere la giusta quantità di vitamina D. Bastano 10-15 minuti al giorno, su viso, mani e braccia, soprattutto nelle ore meno calde (prima delle 10 e dopo le 16) per avere una sintesi adeguata.
Ecco crollare l’idea che servano bagni di sole per un corretto metabolismo della vitamina D. Anche l’uso delle protezioni solari non ne compromette la sintesi, al contrario, esporsi in orari maggiormente a rischio o per tempi prolungati e scottarsi, aumenta il rischio di melanoma e tumori cutanei. Rischio francamente imparagonabile a quello di una carenza di una vitamina, seppur importante.
È inoltre bene chiarire che le carenze vitaminiche sono un tema importante che va affrontato col proprio medico e non con il fai da te. Anzitutto, non è vero che “più è meglio”. La vitamina D come altre vitamine “liposolubili” si accumula nel corpo, e oltre certi dosaggi è tossica e pericolosa. Pertanto è sconsigliato integrarla se non sotto controllo medico.
Articolo a cura di Gianluca Pistore