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Vaccini a mRNA contro il melanoma: scopriamoli insieme!

Si sta parlando molto, negli ultimi tempi, di possibili vaccini a mRNA contro il melanoma. Così, molte persone, si stanno chiedendo cosa possiamo aspettarci: un vaccino per tutta la popolazione? Un vaccino per i malati? Una combinazione di terapie? E in che tempi? Cerchiamo quindi di partire dall’inizio e comprendere insieme questa nuova opportunità su cui la scienza è al lavoro.

Prima di tutto dobbiamo chiarire che al momento non abbiamo dati pubblicati su riviste scientifiche, l’unica fonte di notizie sono le stesse aziende farmaceutiche che stanno lavorando sulla ricerca. L’ipotesi che viene discussa è l’utilizzo di un vaccino personalizzato a mRNA contro il melanoma in combinazione con l’immunoterapia (già utilizzata). Il vaccino per ora ha il nome in codice mRNA-4157/V940 e il farmaco immunoterapico è il pembrolizumab.

Questa combinazione è stata studiata su 157 pazienti, con un melanoma in stadio III o IV liberi da malattia (quindi con forte rischio di recidiva) divisi in due gruppi: uno ha ricevuto vaccino + immunoterapia e l’altro solo immunoterapia. I primi risultati di questo studio di fase 2 mostrano che il gruppo che ha ricevuto anche il vaccino ha un rischio ridotto di avere nuovamente la malattia. Ovviamente si tratta di un numero esiguo di persone per trarre solidi dati sull’efficacia, ma questi primi dati lasciano ben sperare.

Il vaccino, come si può intuire, punta ad aiutare le persone che hanno già una diagnosi (piuttosto avanzata) di malattia. Non si tratta di vaccini preventivi come è nel caso del covid e di molti altri vaccini che abbiamo fatto: la differenza è che mentre con il vaccino covid alleniamo il nostro corpo mentre siamo sani ad incontrare il patogeno che ancora non abbiamo incontrato, con un vaccino terapeutico alleniamo il corpo a riconoscere e combattere una malattia già presente.

La tecnologia del vaccino a mRNA è però rivoluzionaria, arriviamo infatti a un trattamento personalizzato: si va a studiare la cellula tumorale del paziente, si estraggono delle proteine che potremmo definire “caratteristiche” tipiche di quella cellula, e si produce un vaccino che allena il nostro sistema immunitario a riconoscere quelle specifiche caratteristiche. L’incredibile potenza di questo sistema è che allena il sistema immunitario a combattere proprio lo specifico tumore che ha colpito quella persona.

di Gianluca Pistore

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