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Lampade abbronzanti e melanoma: cosa dice davvero la scienza


C’è un equivoco che resiste nel tempo: l’idea che le lampade abbronzanti siano una versione “controllata” del sole, quindi in qualche modo più sicura.

La scienza, purtroppo, racconta un’altra storia.

Negli ultimi vent’anni numerosi studi hanno cercato di capire se l’esposizione ai lettini solari aumenti il rischio di melanoma, il tumore cutaneo più aggressivo. Per evitare di basarsi su singoli lavori isolati, i ricercatori hanno fatto quello che si fa quando si vuole avere una risposta solida: hanno messo insieme i dati disponibili.

Una meta-analisi pubblicata sul British Medical Journal ha unito 27 studi internazionali sull’uso delle lampade UV. Il risultato è chiaro: chi ha utilizzato lettini solari presenta un aumento del rischio di melanoma del 20% rispetto a chi non li ha mai usati.

Un dato ancora più rilevante riguarda l’età di inizio. Se l’uso delle lampade comincia prima dei 35 anni, il rischio aumenta dell’87%.

La relazione, inoltre, non è “tutto o niente”. I ricercatori hanno osservato un effetto dose-risposta: ogni seduta aggiuntiva all’anno è associata a un incremento del rischio di melanoma dell’1,8%. È un aumento progressivo, che si somma nel tempo.

Per comprendere il peso reale di questi numeri, gli autori hanno stimato l’impatto a livello di popolazione. Incrociando i dati di prevalenza dell’uso di lampade con quelli di incidenza del melanoma (GLOBOCAN 2008), hanno calcolato che, nei 15 Paesi originari dell’Unione Europea più tre Paesi EFTA, nel solo 2008 circa 3.438 casi di melanoma erano attribuibili all’uso dei lettini solari. Di questi, oltre 2.300 riguardavano donne.

Non si tratta di un dettaglio secondario. L’esposizione artificiale ai raggi ultravioletti è stata classificata dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) come cancerogena per l’uomo, nel Gruppo 1, per intenderci la stessa categoria del fumo di sigaretta.

Uno studio condotto nell’ambito delle campagne di prevenzione della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (LILT), che ha coinvolto oltre 3.600 partecipanti con informazioni complete sull’uso dei lettini, ha mostrato che il 22,2% dei soggetti aveva utilizzato lampade dopo i 15 anni di età. L’uso era significativamente più frequente nelle donne e nei soggetti più giovani.

Un dato particolarmente preoccupante è che l’uso dei lettini risultava più comune anche tra persone con fattori di rischio cutaneo già presenti, come un numero elevato di nevi o segni di danno solare.

Questo suggerisce che l’abbronzatura artificiale non è solo una scelta estetica, ma un comportamento che può sovrapporsi ad altri fattori predisponenti.

La pelle giovane non è “più resistente”. Al contrario, l’esposizione precoce ai raggi UV sembra avere un impatto più marcato sul rischio di melanoma. L’ipotesi più accreditata è che il danno cumulativo al DNA, iniziato in età precoce, abbia più tempo per evolvere verso alterazioni irreversibili.

Il melanoma è un tumore che nasce dai melanociti, cellule particolarmente sensibili al danno indotto dalle radiazioni ultraviolette. Ogni esposizione intensa o ripetuta può contribuire a creare alterazioni genetiche che, nel tempo, possono favorire la trasformazione neoplastica.

Uno degli aspetti più importanti di questa storia è che l’uso delle lampade abbronzanti è un fattore di rischio evitabile.

Non stiamo parlando di una predisposizione genetica o di un’esposizione inevitabile. Parliamo di una scelta. 

Per questo l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha raccomandato di vietare l’uso dei lettini solari ai minori di 18 anni e di rafforzare le politiche regolatorie.

Le evidenze scientifiche disponibili indicano che l’uso delle lampade abbronzanti è associato a un aumento significativo del rischio di melanoma, soprattutto quando l’esposizione inizia in giovane età e aumenta con il numero di sedute.

Non si tratta di allarmismo. È il risultato di analisi epidemiologiche rigorose.

In un’epoca in cui l’informazione circola rapidamente e le mode cambiano altrettanto velocemente, vale la pena fermarsi un momento e ricordare un principio semplice: la salute della pelle non è un dettaglio estetico, ma una componente fondamentale del nostro benessere a lungo termine.

Articolo a cura di Gianluca Pistore

Bibliografia: 

Mastroeni S, Sampogna F, Salcedo NM, et al. Factors associated with sunbed use among 3692 outpatients in 18 centers of the Italian Cancer League (LILT). Sci Rep. 2021;11(1):23180. Published 2021 Nov 30. doi:10.1038/s41598-021-02026-3   

Boniol M, Autier P, Boyle P, Gandini S. Cutaneous melanoma attributable to sunbed use: systematic review and meta-analysis. BMJ. 2012;345:e4757. Published 2012 Jul 24. doi:10.1136/bmj.e4757

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